La comunità che amo

 

La comunità che amo non è quella ideale

dove tutte le sorelle sono perfette,

dove tutto è al suo posto,

dove l’ordine regna sovrano

e persino il respiro è controllato.

La comunità che amo non è quella che tutto ha detto,

quella che non prova a fare cose nuove,

quella in cui è intraducibile il pensiero,

quella in cui non ci si stupisce più

perché tutto ormai è già compiuto.

La comunità che amo non è quella che si trova al polo Nord,

neanche quella che è al polo Sud

e neppure quella che è a Est o ad Ovest.

No, non è quella lontana, che non mi pesta i piedi,

né mi fa sentire il calore della vita umana.

E allora qual è la comunità che amo?

E’ quella che mi chiede un po’ di pane, un po’ di comprensione,

quella che mi domanda un po’ di luce,

quella che mi cerca per fare insieme

passi nuovi, di quella novità che viene dal Vangelo.

La comunità che amo è fatta di persone reali,

in cui il servizio è a portata di mano,

quella in cui il respiro viene alimentato

dalla brezza del vento di primavera

o che mi rinfresca della rugiada della sera.

La comunità che amo è fatta di persone comuni, umane,

che, nonostante la buona volontà,

non nasconde le sue debolezze;

la comunità composta di sorelle ricche di esperienza,

o ricche di entusiasmo giovanile, amante del nuovo;

la comunità che costruisce passo dopo passo

l’armonia dei cuori, la comunione.

 

La comunità che amo è la mia comunità:

quella che aspetta di essere compresa, amata

e mi chiede un cuore di sorella

perché in un reciproco amore

siamo sostegno l’una all’altra.

La comunità che amo è quella che nella preghiera

attende la novità dello Spirito

che fa dire “Abbà” e fa’ di tutte

un cuor solo e un’anima sola.

La comunità che amo è quella che mi fa sentire viva,

vicina ad ogni sorella, pronta

a condividere con tutte l’amore per i giovani,

pronta a far conoscere il Signore, il Figlio di Dio,

la Via, la Verità e la Vita.

La comunità che amo è la mia comunità,

con cui faccio esperienza di perdono e di comunione.

Non c’è bisogno di andare lontano,

di dire: se fossi lì o là;

“Qui” e “Ora” c’è chi ti aspetta

e chiede di credere che la strada di comunione

è possibile. Dipende anche da te.

 

La comunità che amo è la mia comunità!

 

Sr. AnnaLaura AUTIERI